giovedì 23 agosto 2007

National Gallery of Victoria

Il pomeriggio ci dedichiamo alla cultura: ci interessano due mostre alla National Gallery of Victoria, il museo più vecchio di tutta l'Australia.
In verità, le sedi sono due: una in Federation Square, il Centro Ian Potter, sede dell'arte australiana, e la NGV International, al 180 di St. Kilda Road, dove siamo andati noi.

L'edificio è grande e moderno ed ha una vetrata all'ingresso dove l'acqua scorre di continuo e trasmette un senso di calma, oltre che creare una sorta di barriera "dolce" al mondo esterno.



In verità, l'acqua è anche intorno all'edificio, anche se non ha quel senso di continuità con il panorama esterno come al Guggenheim di Bilbao (botta di cultura!).


La prima mostra che visitiamo è "Tezuka: the Marvel of Manga", una mostra dedicata ai manga di Osamu Tezuka, uno dei più famosi disegnatori giapponesi.


Sono in mostra le tavole originali famosi manga, alcuni dei quali abbiamo conosciuto grazie ai cartoni animati: Kimba il Leone Bianco, ad esempio, e in alcune tavole sembrava di vedere gli schizzi per il Re Leone, o - perdonate, ma nessuno si ricordava il nome! - la bambina che prendeva una pillola e diventava grande e poi ne prendeva un'altra e ritornava bambina, ed altri famosi in patria e tra gli appassionati, come Astroboy.
Tavole in bianco e nero e a colori, bozze di copertine a colori bellissime, con una definizione dei particolari fin troppo realistica.

Facciamo una sosta al bar interno, con vista sulla vetrata ad acqua, e poi andiamo a vedere la mostra sulle sneackers.

In mostra più di 100 modelli: di molti ignoravo anche l'esistenza, come quelli della Nike per halloween, o alcuni decorati a mano per un torneo di volley sponsorizzato dalla Dunlop.
Ce n'erano di alte, basse, con il rialzo, con i tacchi, colorate a mano, completamente bianche...

Non poteva mancare un giro al piano dedicato al design del XX secolo, come le sedie che hanno cambiato la concezione della "seduta" per i materiali usati, per la forma, per i colori (a me è piaciuta molto una poltrona fatta tutta di stracci tenuti insieme da fili di plastica), o lampadari particolari come quello che mi ha colpito più di tutti: 50 o forse più lampadine bianche appese al altrettanti fili elettrici con alla fine dei semplici portalampadine, tutti i fili erano tenuti insieme da un altro filo: insomma, una sorta di mazzo di rose bianche rovesciato con i gambi neri.
Semplice direte voi, e che ci vuole a farlo? Già, ma com'è che non ci abbiamo pensato noi?

Prima di raggiungere il giardino dove sono esposte delle sculture e delle panchine all'ombra se si vuole riposare un po', c'è una sorta di salone di decompressione: uno spazio lungo, con il pavimento coperto da una soffice ed alta moquette, dove è possibile distendersi e guardare il soffitto: un mosaico di vetri colorati.



Infine, una curiosità: le indicazioni dei bagni della Galleria!



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